Amore cartesiano

Quando conobbi Laura C. (a cui sono molto affezionato, così come a Laura B., e verso cui nutro una certa ammirazione per la caparbietà con cui nuota attraversando per amore stagni onirici che sono oceani reali), le chiesi: “anche tu poco cartesiana?”.

Cartesio è una svolta epocale nel pensiero occidentale. Fra i tanti casini che ha combinato, quello che più mi affascina è che ha posto le premesse per l’ermeneutica contemporanea. Infatti, estremizzando (ripeto: estremizzando), la deduzione dell’essere dal pensiero ha insito il germe per cui l’interpretazione è un attività costitutiva ed esistenziale dell’uomo, come troviamo nella forma più compiuta in Gadamer.

C’è anche da dire che Cartesio si è dilettato di cazzate, tipo i tubicini che collegano l’anima al corpo che forse già all’epoca potevano andare a mai dire filosofia.

Invece tra i giocattoli più divertenti c’è il piano cartesiano. E’ uno strumento descrittivo con cui è possibile posizionare gli individui di un insieme in maniera non troppo complessa. L’importante è trovare due coppie di concetti salienti o eclettici rispetto all’insieme di oggetti.

Quelli che vi propongo io servono a descrivere i rapporti di coppia secondo la doppietta: confronto-conforto e adulazione-conflitto.

Non vorrei spiegare troppo queste due coppie di concetti, penso che siano chiari per tutti, ma nel caso chiedetemi e delucido nei commenti.

Per chi vuole, può descrivere nei commenti uno o più rapporti di coppia che ha vissuto, semplicemente dando le coordinate, prima sull’asse X (adulazione-conflitto) e poi sull’asse Y (confronto-conforto).

Esempio, un rapporto molto conflittuale ma anche mediamente di conforto avrà coordinate (5,-3). Poi metto tutti i puntini e faccio un altro post.

Chiaro?