Ferrari, presente, passato e futuro
Pubblicato da Massj il 17 Gennaio 2007 alle 00:58 in Formula 1

Bellissima foto questa, di cui gli amanti della Ferrari non mancheranno di cogliere la singolarità, nel senso più cosmogonico del termine, come se quest’immagine fosse stata scattata pochi istanti dopo il big bang.
In auto Felipe Massa, il presente della Ferrari, il pilotino che così pilotino non è, andando a vincere in scioltezza il GP del Brasile alla prima occasione che ha avuto, quando lagnetta Barrichello ne ha avute tante e le ha perse tutte. Io per primo mi sono ricreduto, ero scettico quando è stato preso in Ferrari, ma il ragazzo ha il piedino pesante.
Davanti Michael Schumacher, che nello stesso GP del Brasile, ultima gara della sua carriera, ha mostrato e dimostrato di essere ancora il più forte di tutti, con una rimonta impressionante e una serie di sorpassi spettacolari alla faccia di chi dice che non ci sono più sorpassi in Formula 1.
Su Michael, o Schumi, o Schumacher, o il Crucco bisogna aprire una parentesi. Credo che molti abbiano capito cosa ha fatto solo ora che si ritira. Bisogna essere ferraristi sfegatati da anni e anni e aver visto tutte le gare di Formula 1 anche negli anni bui, dalla metà degli anni ‘80 all’arrivo di Schumacher in Ferrari nel ‘96, per capire che quest’uomo ha riportato a Maranello la cultura e il sapore della vittoria. Proprio Maranello che era la patria della squadra più vincente e forte della storia della Formula 1, si era dimenticata come si faceva a vincere.
Compreso quell’anno, il 1990, con la macchina di Barnard guidata da Alain Prost che ha sfiorato il mondiale, battuto, giustamente, da Ayrton Senna. Nemmeno Prost è stato capace di riportare la vittoria, anche se in quel frangente si è capito che la possibilità c’era e che bisogna prendere il migliore, con tutto l’affetto che posso avere per Jean Alesi che tenne alto l’onore ferrarista negli anni buissimi, ma lo fece da perdente (anche un po’ sfigato a dire il vero).
Schumacher è un profeta, un dio, o semplicemente uno dei migliori piloti della storia e comunque il più vincente della Formula 1. Pur avendo perso e anche tante volte, è il più vincente, e pur avendo perso, non ha mai avuto un avversario a storico, come sono stati Prost e Senna. I suoi due avversari più quotati Hakkinen e Alonso lo hanno battuto ma non lo hanno sconfitto. Schumacher ne è sempre uscito dando l’impressione di essere lui il più forte.
Ma ci sono stati anche anni (i mondiali 2001, 2002 e 2004) in cui è stata la Ferrari a dare un’impressione di forza immensa. Un’imbattibilità totale, non scalfibile, inattaccabile, perentoria, eterna. Mondiali già vinti matematicamente in estate. Imbattibilità l’ha sostenuta anche negli anni più incerti, come il 2000, anno del ritorno del titolo iridato a Maranello, in cui tutti pensavano che non poteva essere che per l’ennesima volta dal 1997 la Ferrari avrebbe perso il mondiale all’ultima gara, e come il 2003, in cui proprio un giovanissimo Kimi Raikkonen contendeva fino all’ultima gara il campionato a Schumacher che vinceva per appena 2 punti, in una stagione combattutissima soprattutto per via dell’introduzione delle qualifiche con giro secco.
La Ferrari aveva sofferto quel cambio di regolamento e ha sofferto l’eliminazione dei cambi gomme del 2005, stagione disastrosa, a cui ha saputo riprendersi nel 2006 con una forza che più nessuno si aspettava. E’ come se Schumacher l’avesse vinto questo mondiale appena finito. Grazie Michael, che mi si spellino le labbra a dirlo perché ammetto di essere stato tra quelli che nel ‘96 pur riconoscendo la necessità della sua venuta a Maranello, esprimeva la sua antipatia per il crucco.
E poi c’è Kimi Raikkonen, seduto sul fondo. Guarda la macchina che ancora non ha guidato. Anche noi lo guardiamo. Dovrebbe essere lui il futuro della Ferrari. Felipe permettendo. Ma intanto chissà se Kimi ha detto a Michael: ma che cazzo di sorpasso mi hai fatto in Brasile?
Per chi lo volesse (ri)vedere, Michael passa Kimi (che astutamente si porta all’interno) in una strettoia tra la McLaren e il muretto dei box. Il sorpasso più difficile della gara che ha richiesto 5 giri di preparazione.




























mittico! la formula uno puo’ essere davvero davvero esaltante. mi ricordo quando stavo a perugia, vivevo con mio fratello e ci svegliavamo alle 4 del mattino per vedere schumi e urlavamo e ci gasavamo. che bello!
COme ogni anno, aspetto il primo gran premio con piacere e curiosità.
Vediamo l’era post schumy.
Oggi ho letto dichiarazioni molto hard di Mario nonricordoilcognome della Mercedes su Kimi.
La pista ci dirà la verità!
Trattasi di Mario Ilien, ex capo motorista della mercedes, passato ad altra attività (motogp) che dice che Kimi guida in maniera talmente agressiva e che vuole andare sempre a manetta (motivo per cui la McLaren si sarebbe sistematicamente rotta) che la Ferrari gli dovrà dare un carro armato per fargli finire le gare.
Io direi che andare sempre a manetta è un pregio, la stessa cosa la diceva Forghieri di Villeneuve (Gilles) e non mi pare che il pilota canadese non ci abbia regalato della grandi gare, anzi le più belle gare della storia del cavallino (basti Digione 79 e Jaramà 81). Se Kimi fosse uno con la fama di spaccamacchine come lui ci metto subito la firma, meglio un Campione che un campione del mondo.
gentile Signor Massj, sono l’irrispettoso Pollock, amico di GPZ e Daria, che ogni tanto fa capolino nel Suo blog. volevo porle un problema a lei connesso: come da ricetta consigliatami involontariamente da Lei, mi sono apprestato ieri sera a realizzare il salmone al cartoccio con trito di capperi e aglio e pomodorini. il risultato è stato eccelso, già altre volte ho seguito i Suoi consigli di Cuoco e Sommelier, ma era tutto forse eccessivamente salato, per quanto io non l’avessi salato affatto. insomma, una conseguenza derivante dalla fusione CAPPERI/SALMONE probabilmente. è stato così anche per Lei e la sua Deborah? oppure avete un trucco che ora mi sciorinerete acciocché io possa perferzionare il mio lavoro.
certo della vostra considerazione vi abbraccio anche se ci si conosce solo via Blog, ma se capito da Milano conto di unirmi ad una cena fingendomi figlio di GPZ e Darieddix, che poi un pò lo sono ed un pò no.
in fede,
Jackson POLLOCK
Oh caspita, sono particolarmente onorato
L’eccessiva salatura potrebbe dalla quantità di capperi (immagino che fossero sotto sale) che hai messo rispetto alla quantità di salmone.
Il pezzo che avevamo cucinato con Deborah era bello grosso mi ricordo.
Ma sopratutto può dipendere dal fatto che sul salmone in genere non è necessario mettere sale, per cui i capperi andrebbe sciaquati nell’acqua prima di metterli nel trito. Giusto una passata per togliere i grani grossi del sale.
Un altro fattore ancora potrebbe essere il tempo di cottura. Troppo tempo asciga il salmone e concentra i minerali rendendolo salato.
Teniano in caldo il biberon per quando passi a Milano.
la quantità non dovrebbe essere….ho fatto mezzo chilo di salmone diviso in due pezzi da 250g!!!sai, eravamo in 4….e capperi non ne ho messo moltissimi.
caspita però, invece quella cosa di mettere i capperi sotto l’acqua l’aveva pensata il mio amico e non ho seguito il suo consiglio.
il tempo di cottura infine è stato di 15 minuti con forno preriscaldato a 220°, forse 10 sarebbero stati più adatti, come da manuale, immagino.
grazie per i consigli comunque, mi appresto a ripetere questa esperienza.
pollock
Mh, secondo me 220 gradi per il salmone è un po’ troppo. Io sono per le cotture lente, il pesce lo metto a 180, al massimo 200 se è sottosale.
Il salmone poi se è rosa va comunqur bene, anzi.
@Pollock: se quando l’hai assagiato hai detto. Capperi che salato.
Allora è per colpa dei capperi.
uhm….GPZ…mi sa che l’ha detto il mio amico POLDO, causando il risultato che tu hai giustamente sottolineato.
per la temperatura del forno seguirò i 180° di massj, cottura lenta è meglio.
il salmone comunque era rosa,
e direi anche che i capperi erano verde scuro,
l’aglio bianco
ed i pomodorini rossi.
andava tutto bene insomma.
ah, e il rosmarino color rosmarino.
mah.
ascò Massj, però questa rubrica di Cucina devi aggiornarla, perchè il CUCCHIAIO D’ORO e IL LIBRO DI CUCINA che mi hanno regalato Chicco e Marinella non li sto più aprendo. la praticità di internet è ciò di cui ho bisogno ora, che passo allo schermo le mie ore.
appena avrò tempo tornerò al cartaceo.
ma gli spaghetti al chianti li hai mai fatto?
grande viaggio, grande viaggio.
pollock vissani
Anche io uso tantissimo internet. L’unico difetto è che spesso non ci sono le immagini, che contano tanto.
Una delle cose che volevo fare, anche nell’ottica dell’esplorazione e trasgressione dei genereri cinematografici e audiovisivi, erano le videoricette, ovviamente a modo mio.
Insomma, farei le videoricette così come ho fatto a mio modo il video del genere: la festa di compleanno
(ovvero The Flatz Witch Project), e suo tempo il video del matrimonio quando si è sposata mia sorella.
So che Gippì questa idea delle videoricette devianti dal genere potrebbe piacere un casino.
Quando finisco i corsi di sommelier, magari mi dedico a quelli di cucina. Mi devo informare ancora bene, ma intanto ce n’è uno carino al Teatro 7, dove ho già avuto occasione di cucinare
Nooooooo Massjjjjj. Ma veramente sei andato a Teatro 7?
Cazzarola che figo. Io avevo chiamato tempo fa per fare dei corsi di taglio ma erano strapieni.
L’idea delle videoricette è superfiga. Una sorta di kitchen di Andrea Pezzi ma fatta da veri cazzoni amanti della cucina.
Nella casina nuova, che abiteremo da metà febbraio, c’è anche un bel divano letto rosso, che accende pure la passione, che può ospitare te e Deborah; e magari potremmo andare assieme a visitare la città del gusto.
Ciao Massj!
Come va?
Anche io ultimamente mi diletto in cucina…
Ma devo ancora imparare tanto!!!
PS. Volevo provare a fare il roesti (o come si scrive)… suggerimenti?
Comunque
Ro
Ciao Ro,
sfortunatamente sono ignorante in roesti, ma se lo cucini dacci il resoconto!!
attenzione. io non lo conoscevo, ma mi sono fatto una cultura girando su internet. balza in classifica dei piatti che devo fare nei prox giorni. ROBA SERIA. grazie Ro, appena lo faccio vi dico.
pollock
Delle buone indicazioni ci sono qui
Io l’ho mangiato alcune volte, è una piacevole base calda per salumi e formaggi, oltre che un contorno.