Chi è Patti?

Patti è americana, divorziata, vive nei sobborghi di New York, ed è mamma di 5 figli, uno dei quali, un bambino, ha scaricato degli mp3 da internet attraverso un software P2P.

Individuata dalla RIAA (l’associazione dei discografici americani), è da tempo oggetto di sempre maggiori richieste di risarcimento economico (la RIAA chiede circa 700 dollari per ogni brano scaricato illegalmente) sotto la minaccia della denuncia penale per violazione del copyright (che negli USA prevede fino a 5 anni di carcere e 250.000 euro di multa).

Patti non cede alle richieste, e quindi andrà in tribunale ad affrontare il processo.
Intorno a lei e ad altre vittime della RIAA si è formato il movimento Fight Goliath che raccoglie fondi per sostenere le spese legali di Patti.

Quello che uno dei figli di Patti ha fatto equivale a ricevere in prestito un cd da un amico e registrarselo su una cassetta. Per questo viene chiesto un risarcimento che è circa 300 volte superiore rispetto al valore dell’oggetto originale. PERCHE’?
Perché non chiederle di pagare il valore commerciale dell’opera, come se avesse comprato un cd da 20 dollari, visto che non vi è stato alcun lucro?

Io penso che solo un’associazione di pezzi di merda bastardi possa perseverare nella distruzione di una famiglia come quella di Patti che non naviga certo in buone acque economiche. Per saperne di più su Patti.

Non dimentichiamo che grazie a Berlusconi, anche in Italia, condividere contenuti coperti da copyright è reato penale anche in assenza di lucro.
Ovvero, tra te che passi un mp3 a un amico e quelli che fanno i cd taroccati per poi farli vendere ai vucumprà non c’è differenza: entrambi in galera. Per saperne di più sulla legge Urbani.

Appena riesco scrivo quello che penso io su come dovrebbe funzionare il diritto d’autore nell’epoca non solo della riproducibilità tecnica dell’arte (come diceva Benjamin), ma soprattutto nell’epoca della trasmissibilità tecnica dell’arte.