Grande Massjjjjjj. E ora hai la qualifica per l’opzione B. Beato te. Che figo ti potrai sbronzare con roba di qualità e fare il figo negli spuntini in Sardegna sputando l’80% dei vini prodotti in casa e spacciati per la cosa più buona la mondo: ‘Altro che Brunello di Montalcino’.
E ora ti vorrei vedere a Gusto. Il primo sommelier col capello lungo.
Piccola barzelletta:
Che differenza c’è tra l’oste e la merda?
L’oste mesce il vino e la merda mesce dar culo.
Eh Eh, gippì, per sbronzarsi con robba di qualità ci vogliono pure i soldi, cmq ogni tanto ce lo si concede. I vini buoni sono fatti dapperttutto così come quelli cattivi, sicuramente un vino fatto in casa ha molte più probabilità di essere cattivo.
Cmq, quando ci vediamo mescio, mescio. Se siete in bidda a pasqua…
Beh per diventare sommelier “basta” frequentare i corsi dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) e fare l’esame alla fine. Lo può diventare anche chi non è sommelier di mestiere.
Il sommelier è colui che sa degustare una bevanda (principalmente il vino, ma di base anche la birra, liquori e distillati) e, in base alle sue caratteristiche organolettiche, abbinarla a un cibo (di cui avrà ugualmente valutato le caratteristiche organolettiche).
Di fatto i sommelier non professionisti come me sono tutti appassionati di vino (e spesso anche di cucina) che a un certo punto hanno scelto di capirci di più dell’oggetto della loro passione e frequentato il corso dell’AIS.
Il corso si svolge su 3 livelli, di cui il primo dedicato principalmente alla tecnica della degustazione e all’enologia (come si fa il vino e come si fanno gli altri alcolici), il secondo all’enografia (rassegna dei vini italiani ed esteri), il terzo alla merceologia (tipologie di cibo, caratteristiche e classificazioni) e all’abbinamento cibo-vino.
Ora che è finito, il corso mi manca un sacco, era proprio bello mettersi lì due ore a parlare di vino e cibo col bicchiere in mano…
Dalla vigna alla cantina, dalla botte alla cucina, dalla tavola al palato, glùglùglù, sommelier sei diventato!
Congratulazioni!
Serena
Amicco! casomai dovresti chiederti chi mai avrebbe potuto pensare che non ce l’avresti fatta! Auguri! e ora: MESCI!
Grande Massjjjjjj. E ora hai la qualifica per l’opzione B. Beato te. Che figo ti potrai sbronzare con roba di qualità e fare il figo negli spuntini in Sardegna sputando l’80% dei vini prodotti in casa e spacciati per la cosa più buona la mondo: ‘Altro che Brunello di Montalcino’.
E ora ti vorrei vedere a Gusto. Il primo sommelier col capello lungo.
Piccola barzelletta:
Che differenza c’è tra l’oste e la merda?
L’oste mesce il vino e la merda mesce dar culo.
Ho esagerato?… Troppo tardi.
Prosit
Eh Eh, gippì, per sbronzarsi con robba di qualità ci vogliono pure i soldi, cmq ogni tanto ce lo si concede. I vini buoni sono fatti dapperttutto così come quelli cattivi, sicuramente un vino fatto in casa ha molte più probabilità di essere cattivo.
Cmq, quando ci vediamo mescio, mescio. Se siete in bidda a pasqua…
Scendiamo venerdì sera. In crociera (con la Tirrenia). Ci si vede allora.
…e chi lo avrebbe mai dubitato?
Io l’ho dubitato (anche molto) finché il commissario non ha messo la crocetta su idoneo!
Massj, non fare il modesto!
Io ero sicura che ce l’ avresti fatta perchè sei troppo intelligente.
eh ma mica basta il cervello, ci vuole anche naso e gusto
Beh anche il naso mica ce l’hai così piccolo…
compliments compliments caro cugino massio
PENSAVO….come si fa a diventare sommelier….e che cosa ti porta l’esserlo, oltre la soddisfazione? scusa, ma sono ignorante e curioso.
Beh per diventare sommelier “basta” frequentare i corsi dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier) e fare l’esame alla fine. Lo può diventare anche chi non è sommelier di mestiere.
Il sommelier è colui che sa degustare una bevanda (principalmente il vino, ma di base anche la birra, liquori e distillati) e, in base alle sue caratteristiche organolettiche, abbinarla a un cibo (di cui avrà ugualmente valutato le caratteristiche organolettiche).
Di fatto i sommelier non professionisti come me sono tutti appassionati di vino (e spesso anche di cucina) che a un certo punto hanno scelto di capirci di più dell’oggetto della loro passione e frequentato il corso dell’AIS.
Il corso si svolge su 3 livelli, di cui il primo dedicato principalmente alla tecnica della degustazione e all’enologia (come si fa il vino e come si fanno gli altri alcolici), il secondo all’enografia (rassegna dei vini italiani ed esteri), il terzo alla merceologia (tipologie di cibo, caratteristiche e classificazioni) e all’abbinamento cibo-vino.
Ora che è finito, il corso mi manca un sacco, era proprio bello mettersi lì due ore a parlare di vino e cibo col bicchiere in mano…
Sono sempre in tempo a farti le mie congratulazioni?
Era un sacco di tempo che non passavo dal tuo blog, ma non mi sono dimenticata di te!!!
Ciao!
eh certo, come no, cin cin virtuale!
ciao!
Grande! Non avevo dubbi che lo saresti diventato!
un saluto, Silvia
Il 3 aprile, giorno del mio compleanno, sei diventato un sommelier…e chi non l’avrebbe mai detto! Aggiungo
Miao
cat;)
Toh ma guarda chi si vede!!! Beh prima o poi festeggiamo connun vino spagnolo.